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Obesità palloncino

L’aumento del grasso intramuscolare favorisce il declino cognitivo?

Il grasso intramuscolare (IMAT, Intra Muscular Adipose Tissue) è quella parte di tessuto adiposo che si accumula all’interno dei muscoli o tra i fasci muscolari. Questa componente del grasso corporeo, che si distingue dal grasso sottocutaneo e da quello viscerale, è stata oggetto di una ricerca da poco pubblicata sul Journal of the American Geriatrics Society, che ha trovato una connessione con il decadimento cognitivo nelle persone anziane.

Lo studio è stato condotto su più di  1.600 adulti di 70 anni, seguiti per dieci anni. I ricercatori hanno misurato il grasso intramuscolare e testato le funzioni cognitive. È emerso che l’aumento dell’adiposità intramuscolare era associato a un maggiore declino cognitivo nel tempo, indipendentemente dal peso totale, da altri depositi di grasso, dalle caratteristiche muscolari e dai tradizionali fattori di rischio per la demenza.

Secondo Caterina Rosano professore di epidemiologia all’Università di Pittsburgh:

l’adiposità complessiva e i test che riguardano la massa muscolare e la forza sono indicatori individuali del rischio di sviluppare una demenza, ma finora non era stato indagato il ruolo del grasso intramuscolare”.

Va aggiunto cheil grasso intramuscolare è stato associato in precedenti ricerche al diabete tipo 2 e all’ipertensione, entrambi fattori di rischio per la demenza.

Lo studio sull’evoluzione di IMAT e stato cognitivo

Lo studio comprendeva 1634 partecipanti (età media 73,38 anni al basale; 48% donne; 35% neri), il punteggio medio del test Mini-Mental State modificato (3MS) era 91,6. L’IMAT della coscia è aumentato del 39% in tutti i partecipanti dall’anno 1 all’anno 6. Durante lo stesso periodo di tempo, la forza muscolare è diminuita del 14% (P < 0,05), sebbene l’area muscolare della coscia sia rimasta stabile, diminuendo solo di < 0,5%. Ci sono state riduzioni sia dell’adiposità addominale sottocutanea che viscerale rispettivamente del 3,92% e del 6,43% (P < 0,05).

Dall’anno 5 all’anno 10 c’è stata una diminuzione del 3,3% nel punteggio del 3MS .

Diverse variabili sono state associate al declino del punteggio 3MS, indipendentemente da qualsiasi cambiamento nell’IMAT della coscia: età avanzata, minore istruzione e presenza di almeno una copia dell’allele APOe4. È stata trovata un’associazione statisticamente significativa dell’aumento di IMAT con il declino del punteggio 3MS.

L’aumento dell’IMAT di 4,85 cm2 corrispondeva a un calo del punteggio 3MS di ulteriori 3,6 punti (P <.0001) dall’anno 5 all’anno 10. L’associazione tra l’aumento dell’IMAT della coscia e la diminuzione del punteggio 3MS è rimasta statisticamente significativa dopo l’aggiustamento per etnia, età, istruzione e APOe4 (P <.0001) ed era indipendente dai cambiamenti nell’area muscolare della coscia, nella forza muscolare e in altre misure di adiposità.

Lo studio non prova una relazione causale tra aumento del grasso intramuscoleare e declino cognitivo

Bruce Albala, professore a contratto di neurologia dell’Università della California, che non è stato coinvolto nello studio, ha commentato per Medscape Medical News:

In questo studio il punteggio medio al test 3MS dei partecipanti con IMAT aumentato era ben al di sopra del cut-off della demenza. Inoltre, anche se esiste una relazione o correlazione tra IMAT e capacità cognitive, ciò non prova né suggerisce la causalità. Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere la relazione tra questi due fattori”.

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alessandro visca
Alessandro Visca

Giornalista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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