Il crescente peso delle malattie neurologiche è una delle principali emergenze di salute pubblica nei paesi più sviluppati. Lo conferma revisione sistematica, riferita alla situazione degli Stati Uniti, condotta dall’American Academy of Neurology (AAN) e dall’Institute for Health Metrics and Evaluation.
Secondo i risultati, il 54% della popolazione americana (quota superiore alla media globale del 43%), presentava nel 2021 almeno una malattia neurologica. Cefalea tensiva (122 milioni di persone), emicrania (58 milioni) e neuropatia diabetica (17 milioni) sono risultate quelle a maggior prevalenza. Da qui l’appello di Natalia Rost, presidente AAN, per un “urgente richiamo all’azione per accelerare la ricerca e ottenere progressi scientifici nella prevenzione e nel trattamento delle malattie neurologiche”.
Ictus e demenze le patologie a più alto grado di disabilità
Le analisi dei ricercatori si sono concentrate sui dati del Global Burden of Disease 2021, iniziativa che stima la perdita di salute a livello globale alla quale partecipano 167 paesi e oltre 17.000 collaboratori. Sono stati quindi valutati i tassi di disabilità e mortalità relativi a 36 patologie del sistema nervoso.
Il calcolo dei DALYs (anni di vita corretti per disabilità) ha permesso di misurare la perdita complessiva di salute tenendo conto frequenza, gravità e durata di malattia, e individuare le malattie con il maggior impatto: ictus (3,9 milioni di DALYs), malattia di Alzheimer e altre demenze (3,3 milioni), neuropatia diabetica (2,2 milioni), emicrania (2,1 milioni).
Il carico globale di malattia neurologica è associato all’invecchiamento
Il carico di malattia neurologica negli Usa è sensibilmente aumentato dal 1990 al 2021, sia in termini di prevalenza (+34,4%), DALYs (+55,2%) che di numero di decessi dovuti a malattie del sistema nervoso (64,2%). Questi dati, tuttavia, risentono dell’invecchiamento della popolazione; eliminando l’influenza dell’età l’aumento risulta meno marcato, e i decessi risultano in effetti diminuiti del 15% nello stesso periodo. Questo indica che un numero maggiore di persone colpite da queste malattie vive più a lungo; di conseguenza, gli anni vissuti con disabilità sono aumentati del 10%.
Lo studio ha inoltre evidenziato l’esistenza di alcune differenze di genere; sono più comuni nelle donne emicrania e sclerosi multipla, mentre malattia di Parkinson, disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) e disturbi dello spettro autistico risultano più comuni negli uomini.
Alla luce del quadro emerso dall’analisi, gli Autori sottolineano l’urgenza di maggiori investimenti nella ricerca neurologica, di un maggior numero di studi clinici per la valutazione di terapie e, più in generale, di un migliore accesso alle cure e ai servizi per la disabilità.



