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Obesità come fattore di rischio per almeno 13 tipi di tumore

Uno studio americano, presentato al congresso della Società endocrinologica ha fornito dati aggiornati sull'aumento della mortalità e del rischio oncologico associati all'obesità

L’obesità dovrebbe essere riconosciuta come fattore di rischio oncologico, oltre che cardiovascolare e metabolico. A queste conclusioni è giunto uno studio statunitense presentato al meeting annuale della Endocrine Society (ENDO 2025), tenutosi a San Francisco. La ricerca ha evidenziato un aumento significativo, negli ultimi vent’anni, dei decessi per neoplasie associate all’obesità, in particolare tra gli anziani, le donne, le persone afroamericane e coloro che risiedono in aree rurali.

Il ruolo dell’obesità nello sviluppo di tumori, se pur riconosciuto, non era stato finora quantificato in termini di contributo specifico alla mortalità oncologica nel corso tempo.

Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) l’obesità negli Usa interessa il 40% degli adulti; esiste un’associazione ben documentata tra obesità e un aumentato rischio di sviluppare almeno 13 tipi di tumore, che nel complesso rappresentano circa il 40% di tutte le diagnosi oncologiche annuali del paese. Sono tumori associati all’obesità:

  • Adenocarcinoma dell’esofago
  • Tumore della mammella (nelle donne in postmenopausa)
  • Tumore del colon-retto
  • Tumore dell’utero
  • Tumore della colecisti
  • Tumore della parte superiore dello stomaco
  • Tumore renale
  • Tumore epatico
  • Tumore ovarico
  • Tumore del pancreas
  • Tumore della tiroide
  • Meningioma
  • Mieloma multiplo

Per valutare la mortalità oncologica in relazione all’obesità, i ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 33.572 decessi nel periodo 1999–2020. L’analisi ha evidenziato come il tasso di mortalità si sia triplicato nell’arco di vent’anni, passando da 3,73 per milione nel 1999 a 13,52 per milione nel 2020.

Nel triennio 2018–2020, la variazione percentuale media annua è stata del +19,4%. Secondo Faizan Ahmed, ricercatore del Jersey Shore University Medical Center (New Jersey), si tratta di un aumento molto più rapido e marcato di quanto si sia verificato altre patologie croniche nello stesso periodo.

Obesità e cancro, un legame sottovalutato

Il legame tra obesità e mortalità oncologica è ancora sottostimato. Secondo gli Autori, i risultati dello studio evidenziano l’urgenza di integrare lo screening e la gestione dell’obesità come elementi centrali nelle strategie di prevenzione oncologica. La gestione del peso dovrebbe essere contemplata tra le strategie di riduzione del rischio oncologico a lungo termine.

Lo studio, tuttavia, sottolinea che l’aumento della mortalità oncologica associata all’obesità può essere influenzato da fattori socioeconomici e culturali. Precisa Ahmed:

i valori di BMI sono certamente rilevanti, ma le disparità in termini di accesso alla prevenzione, ai percorsi diagnostici e terapeutici incidono sulle differenze osservate tra generi ed etnie. Le donne, ad esempio, potrebbero affrontare ritardi diagnostici dovuti a una sottovalutazione dei sintomi, mentre per alcune minoranze etniche potrebbero esistere barriere nell’accesso agli screening e alle cure.”

Con riferimento al contesto americano, secondo gli Autori per contrastare il fenomeno dell’aumento dei tassi di mortalità, sarebbe necessario attuare politiche sanitarie pubbliche di prevenzione, piuttosto che di gestione, con facilità di accesso a programmi di screening oncologico indipendentemente da reddito o ubicazione geografica.

E inoltre, promozione di campagne di salute pubblica per la gestione del peso corporeo come strategia di prevenzione oncologica, offerta di incentivi all’assistenza primaria per integrare la gestione del peso nella pratica clinica di routine, fino alla messa in opera di modelli di cura comunitari per poter raggiungere le popolazioni meno servite.

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Stefania Cifani

Giornalista scientifica e Medical writer

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