Quantificare il carico della fibrillazione atriale per migliorare lo screening, il trattamento e le politiche sanitarie. È questo l’obiettivo del progetto internazionale AF-B-STEP che, al fine di migliorare la diagnosi e le modalità di rilevazione, quantificazione e trattamento della fibrillazione atriale, riunisce 18 partner europei e canadesi tra centri medici universitari; aziende di dispositivi medici, farmaceutiche e di sanità digitale; organizzazioni di cardiologia; rappresentanti dei pazienti; esperti di management sanitario.
La fibrillazione atriale rappresenta l’aritmia cardiaca più comune a livello globale ed è una delle principali cause di ictus e scompenso cardiaco. Colpisce circa un terzo delle persone di età superiore ai 55 anni, ed è responsabile fino al 3% della spesa sanitaria in Europa e Nord America.
Cuore della ricerca, la valutazione del tempo trascorso dai singoli individui in fibrillazione atriale, per stimare il carico legato alla malattia e misurarne l’impatto in termini di rischio cardiovascolare sulla qualità di vita dei pazienti.
Per fare questo il progetto, di durata quadriennale, svilupperà standard uniformi per la modalità con cui dispositivi medici e tecnologie di consumo, dai monitor impiantabili agli smartwatch, rilevano e quantificano la presenza di FA, e il relativo carico.
Spiega Paulus Kirchhof, Dipartimento di Cardiologia presso l’University Medical Center Hamburg-Eppendorfe coordinatore del progetto:
l’obiettivo di AF-B-STEP è contribuire, nel lungo termine, a una riduzione misurabile di ictus e scompenso cardiaco, evitando di sottoporre a trattamenti gli individui con basso carico di fibrillazione atriale.”
L’obiettivo è infatti quello di definire diverse categorie di carico, e quindi di rischio. In caso carico elevato di FA è previsto l’avvio immediato di terapia anticoagulante e di controllo del ritmo cardiaco; per un carico moderato si renderebbero necessari ulteriori approfondimenti diagnostici, mentre in caso di basso carico di FA non sarebbero richiesti accertamenti o terapie.
Il progetto inizierà con la raccolta e l’analisi di dati, in forma anonima, relativi a oltre 100.000 pazienti, a livello globale. Collegando il carico di FA a esiti quali ictus, scompenso cardiaco, morte cardiovascolare, qualità di vita, funzione cognitiva e funzione cardiaca, il consorzio intende quantificare con precisione in che misura la fibrillazione atriale determini il rischio clinico.
Parallelamente alcuni produttori di dispositivi cardiaci impiantabili e tecnologie indossabili, si occuperanno dello sviluppo di metodi standardizzati per la registrazione e la presentazione del carico. «Questa collaborazione affronterà i bisogni clinici insoddisfatti nella gestione della FA e permetterà di migliorare la gestione globale della malattia» afferma il referente industriale del progetto Mirko De Melis, Medtronic Bakken Research Center di Maastricht, Paesi Bassi.



