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Roche, impatto rilevante su PIL e occupazione in Lombardia

Il settore biotech si conferma un motore strategico di sviluppo per la Lombardia, come evidenziato dal primo studio sull’impatto di Roche nella regione. L’analisi mostra che le attività dell’azienda generano un contributo complessivo al PIL lombardo pari a 467 milioni di euro, con un effetto moltiplicatore significativo: per ogni euro di valore aggiunto diretto, si attivano 1,8 euro nell’economia regionale. Questo impatto si estende a 46 settori economici, con un ruolo rilevante delle piccole e medie imprese, che rappresentano circa l’80% della filiera coinvolta.

Anche sul piano occupazionale il contributo è rilevante: a fronte di 637 dipendenti diretti, Roche sostiene complessivamente circa 1.570 posti di lavoro, grazie all’indotto. Si tratta di occupazione altamente qualificata, con il 75% dei lavoratori laureati e una significativa presenza femminile, superiore alla media regionale. L’azienda valorizza inoltre la diversità generazionale e investe nella formazione e nel welfare, contribuendo ad attrarre e trattenere talenti nel territorio.

L’impatto positivo si inserisce in un contesto più ampio in cui il settore salute rappresenta un pilastro di resilienza economica e innovazione. Tuttavia, per mantenere e rafforzare questa crescita, emergono alcune criticità, come i meccanismi di payback farmaceutico e la complessità burocratica, che possono limitare la capacità di attrarre investimenti.

Per questo, viene sottolineata la necessità di un’alleanza tra imprese, istituzioni e mondo accademico, con l’obiettivo di favorire un ecosistema più competitivo e sostenibile. Investire in salute, infatti, non significa solo migliorare l’assistenza, ma anche generare valore economico, occupazionale e sociale per l’intero territorio.

Stefanos Tsamousis, General Manager di Roche SpA, commenta:

Roche continua a investire in infrastrutture, studi clinici e capitale umano sul territorio. E per continuare a correre e attrarre investimenti, particolarmente nell’attuale scenario competitivo e geopolitico, è fondamentale che il sistema evolva e riconosca la sanità come un investimento e non come un costo. I vincoli strutturali, come il payback farmaceutico, vanno rimossi, la tecnologia utilizzata per ridurre la burocrazia e i processi snelliti. Insieme possiamo costruire un futuro migliore, per la Lombardia, per l’Italia e soprattutto per i pazienti.”

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Redazione

articolo a cura della redazione

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