Calcoli renali ricorrenti, meglio la dieta o i farmaci?

Un intervento dietetico può risolvere il problema dei calcoli renali ricorrenti? Quando è necessario ricorrere ai farmaci? A questo tema è stato dedicato un interessante confronto tra esperti durante l’ultima edizione del meeting annuale dell’American Urological Association, che si è svolto on line all’inizio di luglio.

Secondo gli esperti americani il primo passo è la valutazione metabolica. Due campioni di urina del paziente raccolti a distanza di 24 ore possono fornire un’idea dei fattori biologici che hanno determinato la formazione dei calcoli.

“Sulla base di questi risultati, possiamo selezionare il trattamento più appropriato”, ha detto lenn Preminger, professore di chirurgia urologica presso la Duke University di Durham, nella Carolina del Nord (Usa).

I calcoli di ossalato di calcio o acido urico, ad esempio, potrebbero rispondere ai cambiamenti nella dieta. Al contrario, per i calcoli collegati a reperti di ipercalciuria assorbente di tipo I, ipocitraturia, iperossaluria primaria o cistinuria, potrebbero essere necessari farmaci.

Tuttavia molti pazienti, specie quelli in politerapia, possono essere contrari all’assunzione di altri farmaci e la dieta può offrire un contributo significativo alla prevenzione della formazione di calcoli.

I vantaggi dell’intervento dietetico

“Sappiamo da decenni che la dieta può controllare i fattori di rischio urinario”, ha affermato Kristina Penniston, del Dipartimento di Urologia dell’Università del Wisconsin-Madison (Usa), che ha ricordato come l’intervento dietetico possa ridurre i fattori di rischio noti per i calcoli, come ipercalciuria, iperossaluria e ipocitraturia e offra anche altri benefici.

Un aumento del consumo di frutta e verdura, ad esempio, provoca una maggiore escrezione di citrato e aggiunge acqua alla dieta. Inoltre l’assunzione di fibre fornisce prebiotici, che supportano la degradazione dell’ossalato batterico nel tratto digestivo.

“Aumentando la frutta e la verdura è possibile intervenire su tutti questi diversi fattori di rischio urinario. Non esiste un farmaco in grado di farlo – ha aggiunto Penniston – i benefici della terapia nutrizionale per la prevenzione dei calcoli probabilmente sono stati sottovalutati perché le raccomandazioni dietetiche non sono sempre fatte in modo corretto ed efficace. Il consiglio spesso non è accompagnato da chiare raccomandazioni su quali alimenti i pazienti debbano mangiare e quanto debbano mangiare. È come prescrivere un farmaco senza indicare il dosaggio.”

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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