Influenza, appropriatezza vaccinale per proteggere meglio gli over 65

“Con circa 14 milioni di persone sopra i 65 anni di età nel nostro Paese, mettere a punto strategie di prevenzione efficaci per proteggerli dai virus influenzali deve rappresentare una priorità di sanità pubblica, anche alla luce della possibile co-circolazione nella prossima stagione di virus influenzali e Sars-Cov-2.”

L’affermazione è di Roberto Ieraci, referente scientifico per le vaccinazioni Asl Roma 1 e strategie vaccinali della Regione Lazio, che ha affrontato il tema in un incontro con i giornalisti sul tema della protezione della popolazione anziana per la prossima stagione dell’influenza.

Un concetto chiave per l’efficacia della vaccinazione è quello dell’appropriatezza che prevede che i diversi vaccini antinfluenzali disponibili vengano utilizzati in modo che ogni persona, secondo le proprie caratteristiche, possa trarre il maggior beneficio dal vaccino ricevuto. Le indicazioni ad oggi disponibili identificano l’utilizzo preferenziale dei vaccini influenzali quadrivalenti per gli adolescenti e gli adulti in età lavorativa, mentre per gli anziani il vaccino più appropriato risulta essere quello adiuvato, in quanto conferisce una protezione maggiore per le categorie soggette alla problematica dell’immunosenescenza.

“Scegliere il vaccino antinfluenzale da utilizzare in modo mirato e modulato a seconda dei bisogni del paziente produce benefici non solo per il singolo soggetto, ma anche per l’intero Sistema Sanitario Nazionale, in quanto consente di ridurre l’impatto a carico delle strutture sanitarie in termini di prestazioni e ospedalizzazioni dovute a complicanze. – ha aggiunto Ieraci – Nello specifico, per gli over-65 è necessaria una maggior protezione: in questo senso è dimostrato come i vaccini quadrivalenti adiuvati siano maggiormente protettivi rispetto a vaccini inattivati convenzionali e a dose standard per questa fascia di popolazione”

L’importanza dell’appropriatezza vaccinale

Nel corso dell’incontro è stato ricordato che negli anni scorsi il Ministero della Salute ha raccomandato l’utilizzo del vaccino adiuvato per proteggere le fasce di popolazione più fragili. Anche molte Regioni italiane hanno dato indicazioni precise circa il criterio di appropriatezza, consigliando l’utilizzo del Vaccino Adiuvato con MF59 per tutti gli anziani al di sopra dei 75 anni e per i soggetti considerati ad alto rischio nella fascia 65-74 anni per la presenza di comorbidità, e del QIV (quadrivalente) per tutti i soggetti da 6 mesi a 64 anni e per la fascia 65-74 in buona salute.

L’appropriatezza vaccinale sarà ulteriormente rafforzata dalla disponibilità per la prossima campagna vaccinale antinfluenzale in Italia della stagione 2021/2022 di un altro vaccino tetravalente adiuvato (Fluad Tetra), approvato dall’Agenzia Europea per i Medicinali a maggio 2020.

“I processi di invecchiamento che coinvolgono il sistema immunitario a partire dai 65 anni di età determinano una riduzione nella capacità di produrre una risposta immunitaria efficiente in risposta all’attacco di agenti patogeni come i virus influenzali – ha ricordato Francesco Landi, Presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria – le evidenze cliniche raccolte negli anni testimoniano l’importanza dell’utilizzo di vaccini adiuvati nel potenziamento della protezione degli over-65. La presenza del componente adiuvante conferisce una serie di benefici aggiuntivi come maggiore immunogenicità, risposta immunitaria più ampia ed estesa nel tempo, protezione crociata verso virus influenzali che possono andare incontro a mutazione durante la stagione influenzale e differire così da quelli inseriti nella composizione vaccinale”.

Ultimo aggiornamento il 13 Aprile 2021 di: Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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