Coronaropatie, i vantaggi della dieta a basso indice glicemico

Una dieta a base di alimenti a basso indice glicemico favorisce una forma corporea più sana nei soggetti con malattia coronarica. È quanto emerso da un nuovo studio randomizzato e controllato presentato all’ACNAP-EuroHeartCare Congress 2022, evento organizzato dalla Società Europea di Cardiologia (ESC). Jamol Uzokov, del Centro medico di terapia e riabilitazione di Tashkent, in Uzbekistan, e colleghi hanno verificato il potenziale beneficio di questo regime dietetico sull’indice di massa corporea (BMI), sulla circonferenza vita, sulla circonferenza fianchi e sul rapporto vita-fianchi.

Diversi regimi dietetici a confronto

Tra il 2016 e il 2019, gli autori hanno randomizzato 160 pazienti di età compresa tra 38 e 76 anni (età media di 58 anni, per il 52% di sesso femminile) a seguire per tre mesi una dieta a basso indice glicemico o una dieta di routine, mantenendo al contempo l’assunzione delle terapie standard per la malattia coronarica. Ai pazienti del gruppo d’intervento è stato invece consigliato di consumare alimenti a basso indice glicemico senza modificare l’introito di proteine e grassi. Ai soggetti del gruppo di controllo è stato consigliato di seguire la dieta raccomandata per la malattia coronarica, che limita i grassi e alcune proteine come il latte intero, il formaggio, la carne, il tuorlo d’uovo e i cibi fritti. L’aderenza alla dieta, inoltre, è stata valutata con un questionario di frequenza alimentare. Gli indici antropometrici sono stati misurati al basale e a tre mesi.

Riduzione significativa del BMI e della circonferenza vita

Gli indici antropometrici erano simili tra i gruppi al basale. A tre mesi, tutte le misure corporee erano diminuite in entrambi i gruppi rispetto al basale, ma i cambiamenti erano significativi solo nel gruppo d’intervento. Quando i ricercatori hanno confrontato le variazioni tra i gruppi dal basale al completamento dello studio, la dieta a basso indice glicemico è risultata associata a riduzioni significative del BMI e della circonferenza vita. Più nello specifico, il BMI è diminuito di 4,2 kg/m2 nel gruppo d’intervento e di 1,4 kg/m2 nel gruppo di controllo. La circonferenza della vita è diminuita di 9 cm nel gruppo d’intervento e di 3,3 cm del gruppo di controllo. Non sono emerse differenze significative tra i gruppi, infine, per quanto riguarda la circonferenza dei fianchi e il rapporto vita-fianchi. Uzokov, commentando i risultati, ha concluso:

Anche se sono necessari studi più ampi per confermare questi dati, la nostra ricerca indica che enfatizzare gli alimenti a basso indice glicemico come parte di una dieta equilibrata potrebbe aiutare i pazienti con malattie cardiache a controllare il peso corporeo e il girovita.”

Ultima revisione: 23 Maggio 2022 – Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico