Due o tre tazze di tè al giorno potrebbero allungare la vita

Diverse ricerche hanno dimostrato che l’abitudine di bere caffè, evitando gli i consumi eccessivi, può avere effetti positivi sulla prevenzione di eventi cardiovascolari e patologie croniche. Per verificare se anche il consumo abituale di tè potesse avere qualche effetto sulla mortalità per tutte le cause i ricercatori americani del National Cancer Institute (NIH) hanno utilizzato i dati della UK Biobank, il grande database che riguarda la popolazione britannica, in cui è ampiamente diffusa l’abitudine di bere tè.

Il risultato ottenuto è che i consumatori di due o più tazze di tè al giorno hanno mostrato, rispetto a chi non consuma questa bevanda, una modesta riduzione della mortalità per tutte le cause (dal 9 al 13%). Gli autori concludono quindi che il tè, anche a livelli elevati di assunzione, può far parte di una dieta sana.

Lo studio

Lo studio pubblicato su Annals of Internal Medicine ha considerato 498.043 uomini e donne di età compresa tra 40 e 69 anni, che hanno completato un questionario online dal 2006 al 2010. Durante un follow-up medio di 11,2 anni, una maggiore assunzione di tè è stata associata a un rischio moderatamente inferiore di mortalità per tutte le cause tra coloro che hanno bevuto 2 o più tazze al giorno.

Hazard ratio (IC al 95%) in relazione
alle tazze di tè consumate giornalmente

≤ 1      0,95 (0,91-1)
2-3      0,87 (0,84-0,91)
4-5      0,88 (0,84- 0,91)
6-7      0,88 (0,84- 0,92)
8-9      0,91 (0,86- 0,97)
≥ 10    0,89 (0,84- 0,95 )

 

Sono state osservate associazioni inverse per la mortalità per tutte le malattie cardiovascolari, cardiopatia ischemica e ictus. I risultati erano simili indipendentemente dal fatto che i partecipanti bevessero o meno caffè o dal punteggio genetico per il metabolismo della caffeina.

Ultima revisione: 24 Ottobre 2022 – Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.