Oncologia, cure personalizzate con la profilazione molecolare estesa

I test che consentono d’individuare contemporaneamente centinaia di mutazioni significative per una neoplasia possono portare a terapie più mirate per una quota consistente di pazienti

La profilazione genetica del paziente è ormai una realtà in molti settori dell’oncologia. Ora i tempi sembrano maturi per adottare un approccio ancora più spinto come la profilazione molecolare estesa, una metodica in grado di evidenziare con un solo test fino a 340 mutazioni e a fornire un vantaggio notevole per almeno il 40% dei pazienti. Il tema è stato affrontato nel recente congresso della European Society of Medical Oncology (ESMO), tenutosi a Parigi, con la presentazione dei risultati del Rome Trial, uno studio  promosso dall’Istituto Superiore di Sanità, dall’Università di Roma “La Sapienza” e dalla Fondazione per la Medicina Personalizzata.

I risultati del trial italiano

Secondo i dati raccolti, il 56% dei 780 pazienti oncologici considerati hanno effettuato la profilazione molecolare estesa e metà di loro ha successivamente seguito una terapia con farmaci a bersaglio molecolare o un’immunoterapia. Un altro dato particolarmente rilevante è che la profilazione estesa offre un ventaglio maggiore di opzioni terapeutiche nel 40% dei casi; oppure consente di correggere una chemioterapia già impostata come migliore scelta prima del test nel 18% dei pazienti o d’identificare, nel 16%, una mutazione comune a tutte le cellule dell’organismo che predispone all’insorgenza del cancro – un’eventualità che apre la strada a una consulenza genetica per tutti i consanguinei.

Paolo Marchetti, professore ordinario di Oncologia all’Università La Sapienza di Roma, direttore scientifico dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata (IDI) di Roma e  presidente della Fondazione per la Medicina Personalizzata, ha spiegato:

nell’oncologia di precisione deve essere superato l’assioma mutazione/farmaco: è necessario studiare nell’insieme quante più alterazioni possibili per comprendere non solo il possibile bersaglio, ma anche le sue vie di interazione. Con il nostro studio abbiamo analizzato oltre 780 pazienti di diversi centri della Penisola, dimostrando che un’ampia profilazione genomica all’interno di uno specifico gruppo multidisciplinare noto come Molecular Tumor Board (MTB) determina vantaggi importanti per quei malati che possono ricorrere a farmaci a bersaglio molecolare o all’immunoterapia, indipendentemente dalla sede iniziale della neoplasia e dalla disponibilità di studi preliminari di attività”.

Il progetto per estendere lo studio

Lo studio ha rappresentato solo un punto di partenza: Marchetti e colleghi hanno presentato il progetto per un’estensione denominata Beyond the Rome Trial, da condurre in una rete di Centri di eccellenza che comprende i 41 già coinvolti nella fase precedente. Aggiunge Marchetti:

vogliamo sviluppare in Italia un progetto di oncologia mutazionale con tutte le sue innumerevoli potenzialità: la profilazione estesa è, infatti, molto più ‘grande’ di quella tradizionale legata al modello istologico, basata sulla ricerca di una singola mutazione a cui associare un farmaco. Con l’approccio convenzionale, il patologo, per aiutare l’oncologo a selezionare la terapia deve svolgere dieci singoli esami; è invece molto più economico ed efficiente eseguire un test unico in grado di ricercare e studiare tutti insieme i geni.”

Con il nuovo approccio, si parla di analizzare contemporaneamente centinaia di mutazioni significative per l’evoluzione della neoplasia. Conclude Marchetti:

“la profilazione estesa oggi può essere svolta in diversi Centri italiani ed è effettuata nei pazienti oncologici metastatici che hanno svolto non più di due linee di trattamento. Lo studio che verrà proposto alle aziende farmaceutiche e a quelle impegnate nella profilazione genomica rappresenta una risposta alla necessità di regolare l’accesso a terapie a bersaglio molecolare, di cui non abbiamo ancora informazioni in singole tipologie di tumore. Non è sufficiente effettuare un test genomico per pensare di trattare i pazienti al di fuori di un percorso controllato e condiviso: evitare trattamenti improvvisati e promuovere la conoscenza in questo settore della oncologia mutazionale rappresenta la sfida che stiamo conducendo insieme a prestigiose Istituzioni”.

Ultima revisione: 19 Settembre 2022 – Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico