Un recente lavoro, pubblicato sulla rivista Nutrients, riassume le evidenze in merito al ruolo del magnesio nella salute cardiovascolare. Le ricerche condotte negli ultimi vent’anni (studi epidemiologici, randomizzati, meta-analisi, vedi Tabella 1) hanno evidenziato l’esistenza di una relazione inversa tra i livelli di magnesio nel sangue e alcune condizioni legate alla salute cardiovascolare; in particolare, bassi livelli di questo minerale sarebbero associati con ipertensione, calcificazione delle arterie coronarie, ictus, ischemia, fibrillazione atriale, insufficienza cardiaca.
I meccanismi attraverso i quali una carenza di magnesio, di grado lieve-moderato, contribuisce al rischio cardiovascolare riguardano stress ossidativo e dislipidemia, con alterazioni del metabolismo lipidico, disfunzione endoteliale, aumento dello stress infiammatorio cronico e regolazione dei canali ionici e cellulari.
Il magnesio è coinvolto in oltre 600 reazioni enzimatiche, con influenza sulla contrattilità della muscolatura liscia, sul ritmo cardiaco, sulla pressione arteriosa e sul tono vascolare. Uno dei sintomi principali della carenza di magnesio è l’aritmia.
Per quanto riguarda l’infiammazione, l’evidenza riscontrata negli studi condotti sull’uomo riguarda il legame tra un basso apporto di magnesio e aumento dei livelli di Proteina C-Reattiva (PCR), un marcatore di infiammazione cronica considerato fattore di rischio cardiovascolare.
Apporto insufficiente diffuso
L’esistenza di un meccanismo adattativo del corpo in grado di regolare i livelli di magnesio attraverso assorbimento ed escrezione, rende difficile definirne precisamente il fabbisogno giornaliero; nel tempo la comunità scientifica è giunta a considerare ottimale, per la maggior parte degli adulti, un apporto intorno ai 245-250 mg/die. Condizioni come stress ossidativo e infiammatorio, e dieta ad elevato apporto di fibre, potrebbero aumentarne la necessità, cosi come sovrappeso o obesità.
Secondo dati dello studio americano di popolazione NHANES (National Health and Nutrition Examination Survey) per circa il 45% degli adulti l’apporto del minerale è inferiore all’Estimated Average Requirement (EAR), dato che si riferisce alla media dell’apporto quotidiano di un nutriente, stimato in modo da soddisfare il fabbisogno della metà degli individui sani.
Le carenze più elevate sono state riscontrate nelle donne e in chi segue un’alimentazione povera degli alimenti che contengono magnesio (tra cui vegetali a foglia verde, semi, cereali integrali). La supplementazione di magnesio è in grado di ridurre i valori pressori e il rischio di sviluppare malattie cardiache, soprattutto negli individui diabetici o affetti da malattia renale.
Il possibile ruolo della carenza di magnesio nello sviluppo della malattia cardiovascolare, se non dovuta a condizioni che ne limitino l’assorbimento, è un’ipotesi di recente acquisizione; il lavoro sembra suggerire la necessità di considerare anche questo indicatore tra le strategie di prevenzione.
Tabella 1 Studi recenti sull’associazione tra livelli di magnesio e rischio cardiovascolare
Riferimenti bibliografici
- Tan et al., 2024
- Han et al., 2024
- Zhao et al., 2019
- Sun et al., 2023
- Dong et al., 2024
- Gant et al., 2018 [34]
- Zhao et al., 2019
- Rooney et al., 2020
- Yang et al., 2024
- Wu et al., 2024
- Wannamethee et al., 2018
- Zhao et al., 2024
- Zhang et al., 2018
- Fan et al., 2021
- Wang et al., 2023
- Song et al., 2024



