Gli acidi grassi Omega 3 hanno un effetto neuroprotettivo?

Mangiare pesce almeno una volta alla settimana oppure mangiare pesce tre volte al mese e  prendere ogni giorno integratori di olio di pesce potrebbe ridurre di sclerosi multipla (SM). Lo dicono i risultati preliminari di uno studio che verrà presentato al meeting annuale dell’American Academy of Neurology a Los Angeles, dal 21 al 27 aprile 2018.

I ricercatori del Kaiser Permanente Southern California di Pasadena (Usa) hanno esaminato le diete di 1.153 persone con un’età media di 36 anni, circa la metà dei quali aveva una diagnosi di SM o di sindrome clinicamente isolata (CIS), ovvero episodi neurologici che suggeriscono la presenza di una lesione a carico del sistema nervoso centrale (SNC).

In base al consumo di pesce nella loro dieta abituale sono stati distinti due gruppi: ad alto o basso consumo di pesce. nel gruppo ad alto intake di acidei grassi Omega-3 sono inclusi coloro che mangiano almeno una porzione di pesce a settimana oppure da una a tre porzioni al mese e in più assumono integratori di olio di pesce ogni giorno, mentre a basso consumo sono i soggetti che assumono meno di una porzione di pesce al mese e nessun supplemento di olio di pesce.

Il maggior consumo di pesce è risultato associato a un rischio ridotto del 45% di SM o sindrome isolata clinicamente, rispetto al basso consumo.

“È stato dimostrato – precisa Annette Langer-Gould, autrice dello studio – che i PUFA Omega-3 sono neuroprotettivi durante l’invecchiamento e sopprimono l’infiammazione correlata alla SM attraverso meccanismi multipli in colture cellulari e modelli animali. Questo dato ci fornisce almeno due meccanismi biologicamente plausibili per cui l’assunzione di PUFA omega-3 e la biosintesi potrebbero proteggere dallo sviluppo della SM.”

Lo studio ha anche esaminato 13 variazioni genetiche in un cluster di geni umani che regola i livelli di acidi grassi. I ricercatori hanno scoperto che due delle 13 variazioni genetiche esaminate erano associate a un minor rischio di SM. Ciò potrebbe significare che alcune persone possono avere un vantaggio genetico quando si tratta di regolare i livelli di acidi grassi.

I ricercatori sottolineano che questa associazione non indica un rapporto di causa-effetto tra la presenza di acidi grassi nella dieta e lo sviluppo di malattie neurologiche. Sono necessarie ulteriori ricerche per confermare i risultati e per esaminare come gli acidi grassi omega-3 possono influenzare l’infiammazione, il metabolismo e la funzione nervosa.

Articoli collegati