Oncologia, la metà dei pazienti è a rischio malnutrizione

In ospedale e nelle RSA un paziente su 3 è malnutrito o a rischio di malnutrizione e, ancora più grave, un paziente oncologico su 5 muore di malnutrizione”, lo ha detto Mariangela Rondanelli, professore associato in Scienze e tecniche dietetiche applicate, Università degli Studi Pavia, in occasione della presentazione a Milano ricerca del Cergas, Centro di Ricerche sulla Gestione dell’Assistenza Sanitaria e Sociale della SDA Bocconi.

Maurizio Muscaritoli, professore Associato di Medicina interna all’Università La Sapienza di Roma, ha ricordato che: “Lo studio PreMiO (Prevalence of malnutrition in patients at first medical oncology visit) ha recentemente dimostrato che in media circa il 50% dei pazienti in prima visita medica oncologica è a rischio di malnutrizione o malnutrito”.

Lo studio del Cergas SDA Bocconi riguarda l’utilizzo nelle strutture sanitarie italiane dei Supplementi Nutrizionali Orali (ONS) prodotti destinati alla prevenzione o al trattamento della malnutrizione calorico-proteica. Lo studio evidenzia che gli ONS consentono una riduzione del rischio di ospedalizzazioni per i pazienti i cui problemi di nutrizione sono adeguatamente affrontati. Nel 2015 il mercato complessivo di questi prodotti in Italia è stato di circa 49,5 milioni di Euro. Il 68% di questo ammontare deriva dalle vendite in farmacia, in larga parte una spesa sostenuta dal paziente. Il 32% è rappresentato dagli acquisti da parte delle aziende sanitarie, per uso ospedaliero o per uso domiciliare, coperto interamente dal SSN.

Secondo gli autori della ricerca il problema della malnutrizione non è considerato con la necessaria attenzione da parte delle strutture assistenziali.

“Quello che è certo è l’attenzione ancora limitata alla gestione del processo assistenziale di un paziente malnutrito – spiega Claudio Jommi, coordinatore della ricerca – dimostrata, tra gli altri aspetti, dalla rarità di Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) su malnutrizione o patologie correlate in cui esplicitamente si faccia riferimento, come rilevante parte del percorso, alla diagnosi e trattamento dei pazienti malnutriti”.

Il Cergas SDA Bocconi propone alcune possibili raccomandazioni a livello tecnico e politico per un impiego appropriato degli ONS: rafforzare le evidenze di impatto della nutrizione artificiale orale; qualora non fosse possibile una copertura totale da parte del SSN, definire a livello nazionale criteri di accesso prioritario per categorie di pazienti; rafforzare, in un’ottica di rete, la gestione integrata del paziente con malnutrizione, inclusa la prescrizione di ONS; affidare un ruolo centrale a medici specialisti in scienza dell’alimentazione e nutrizione clinica operanti preferibilmente in centri di riferimento ed in team multiprofessionali.

“L’applicazione di tali raccomandazioni garantirebbe al paziente, in particolare a quelli più fragili come quelli oncologici, di essere anzitutto diagnosticati per malnutrizione – afferma Francesca Traclò, responsabile Area ricerca della Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia, FAVO – e di essere presi in carico da specialisti della nutrizione che sappiano come equilibrare il fabbisogno nutrizionale in base alla condizione del paziente e alla terapia o trattamento farmacologico in corso. FAVO chiede inoltre che si dia quanto prima applicazione all’accordo Stato Regioni sulle Linee di Indirizzo sui Percorsi Nutrizionali nei Pazienti Oncologici approvato a dicembre 2017”.