Celiachia negli anziani, aumentano le diagnosi negli over 65

Una valutazione più approfondita dei pazienti adulti ha fatto emergere un’incidenza significativa di celiachia non diagnosticata o confusa con sindromi infiammatorie intestinali croniche. In particolare, nelle fasce di età più avanzate la celiachia raramente viene presa in considerazione, anche in presenza di sintomi importanti come anemia e perdita di peso, che portano in prima istanza a indagini per un tumore oppure con disturbi più lievi che vengono solitamente attribuiti a perdita di funzionalità dell’intestino o a cause psichiche come ansia e depressione tipiche degli anziani.

I ricercatori della clinica specialistica per celiaci del Royal Hallamshire Hospital di Sheffield nel Regno Unito hanno realizzato uno studio prospettico e retrospettivo per confrontare la prevalenza di nuove diagnosi di celiachia e i sintomi di presentazione della malattia negli anziani e nei giovani, nell’arco di un paio di decenni.

Nello studio sono stati inclusi in totale 1.605 pazienti con MC (n = 644 prospetticamente, n = 961 retrospettivamente). Di questi, 208 pazienti (13,0%) sono stati diagnosticati in età superiore ai 65 anni tra il 1990 e il 2017.

La percentuale di diagnosi di MC in pazienti anziani è aumentata dallo 0% nel 1990-1991 al 18,7% nel 2016-2017 (p <0,001).

Lo studio ha riscontrato anche differenze nella sintomatologia. I pazienti più giovani presentavano più frequentemente affaticamento (p <0,001) e sintomi gastrointestinali, tra cui diarrea (p = 0,005), dolore addominale (p = 0,019) e sintomi simili a quelli della Sindrome dell’intestino irritabile IBS (p = 0,008), mentre gli anziani presentavano più frequentemente carenza di vitamina B12 (p = 0,037).

Gli autori concludono che la prevalenza di MC negli anziani è aumentata in modo significativo negli ultimi due decenni e che i pazienti anziani tendono a presentare meno sintomi.

Fonte: Shiha MG et al. Gastroenterol Hepatol Bed Bench, 2020, mod.

Utilità della diagnosi di celiachia negli anziani

Come incide la celiachia sull’aspettativa di vita e il rischio di malattia dei pazienti anziani? Una domanda da porsi anche in relazione all’eventuale prescrizione di una dieta gluten free GFD che, secondo alcuni autori, potrebbe peggiorare la qualità di vita e l’umore degli anziani.

I dati disponibili, spiegano gli autori di questo studio, ci dicono che sebbene i pazienti anziani con CD non abbiano un aumento della mortalità rispetto alla popolazione generale, possono soffrire di malassorbimento subclinico, ridotta densità ossea e aumento del rischio di fratture. Inoltre, i pazienti con CD hanno un rischio da 6 a 9 volte maggiore rispetto alla popolazione generale di linfoma a cellule T associato ad enteropatia e linfoma non Hodgkin. Una recente meta-analisi ha rilevato che i pazienti con CD hanno un rischio più elevato di carcinoma esofageo e dell’intestino tenue, ma la prevalenza di altri tumori gastrointestinali, era paragonabile alla popolazione generale.

Altri studi hanno dimostrato l’effetto protettivo di una GFD contro la malignità del tumore, con scarsa aderenza associata a un aumentato rischio di malignità, in particolare della bocca, della faringe e dell’esofago, nonché della neoplasia linfoproliferativa.

I pazienti anziani possono essere particolarmente inclini a una bassa aderenza a una dieta senza glutine a causa di abitudini alimentari di lunga durata, che possono rivelarsi difficili da modificare, principalmente in soggetti che sono asintomatici e quindi non ottengono alcun beneficio clinico.

Tuttavia, gli studi hanno dimostrato che la maggior parte dei pazienti anziani  con MC ha una buona aderenza alla rigida GFD, insieme a miglioramento sintomatico e miglioramento della mucosa intestinali. Gli autori perciò consigliano ulteriori ricerche per determinare se una dieta senza glutine rigorosa sia da considerarsi un obbligo anche per i pazienti celiaci con diagnosi dopo i 65 anni d’età.

In collaborazione con Dr. Schär

Ultimo aggiornamento il 6 Aprile 2020 di Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.