Medicina di genere, i vasi sanguigni nelle donne invecchiano prima

Una nuova ricerca dimostra, per la prima volta, che i vasi sanguigni (sia le grandi arterie che i piccoli vasi) tendono a invecchiare più velocemente nelle donne rispetto agli uomini. Una scoperta che potrebbe in parte spiegare perché le donne sono più soggette ad alcuni tipi di malattie cardiovascolari.

Lo studio

La ricerca pubblicata su Jama Cardiology ha analizzato 4 studi di coorte di popolazione, che comprendevano in totale 32.833 individui di età compresa da 5 a 98 anni (54% donne) a cui è stata misurata regolarmente la pressione sanguigna nel corso di 4 decadi.

I ricercatori hanno considerato la traiettoria dei valori pressori nel corso della vita nel gruppo delle donne e in quello degli uomini. Le donne rispetto agli uomini hanno mostrato un aumento più marcato dei valori di pressione sanguigna, che è iniziato già nel terzo decennio ed è continuato per tutto il corso della vita.

“I nostri dati hanno mostrato che i tassi di incremento della pressione sanguigna erano significativamente più alti nelle donne rispetto agli uomini e cominciavano prima nel corso della vita”, ha detto Susan Cheng direttore del B. Streisand Women’s Heart Center, Smidt Heart Institute, Cedars-Sinai Medical Center, Los Angeles, California (Usa).

“Ciò significa che se definiamo la soglia dell’ipertensione esattamente allo stesso modo, una donna di 30 anni con ipertensione arteriosa è probabilmente a maggior rischio di malattie cardiovascolari rispetto a un uomo con ipertensione alla stessa età.”

Gli autori scrivono che. “In contrasto con l’idea che lo sviluppo di importanti malattie vascolari nelle donne avvenga con un ritardo da 10 a 20 anni rispetto agli uomini, le analisi specifiche indicano che i valori della pressione arteriosa in realtà progrediscono più rapidamente nelle donne che negli uomini, e iniziano prima a salire. Questo dimorfismo sessuale ad esordio precoce potrebbe essere il motivo per cui in età avanzata le malattie cardiovascolari tendono a presentarsi in modo diverso, non solo più tardi, nelle donne rispetto agli uomini.”

Il commento

Christine Albert, del Dipartimento di Cardiologia dello Smidt Heart Institute, afferma che questa nuova ricerca dovrebbe aiutare i medici e i ricercatori a pensare in modo diverso quando si tratta di curare e studiare le donne e la loro salute cardiovascolare.

“Questo studio – spiega Albert – ricorda ancora una volta ai medici che molti aspetti della diagnosi e della terapia delle malattie cardiovascolari devono essere adattati specificamente per le donne. I risultati degli studi condotti sugli uomini non dovrebbero essere applicati direttamente anche alle donne”.

Ultimo aggiornamento il 28 Gennaio 2020 di Pierpaolo Benini

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.