Obesità, le statine possono ridurre la disbiosi intestinale?

L’interazione tra farmaci e microbiota intestinale è un tema di grande interesse per almeno due motivi. Il primo è che l’alterazione dell’equilibrio del microbiota può influenzare negativamente la salute, sopratttutto dell’apparato gastrointestinale e del sistema immunitario. Il secondo motivo riguarda gli effetti dei microbi dell’intestino sull’efficacia e la sicurezza dei farmaci, per quanto riguarda la biodisponibilità, la bioattività e la tossicità.

Diversi studi hanno segnalato effetti sul microbiota non solo degli antibiotici, ma anche di altri farmaci di uso comune come inibitori della pompa protonica, ormoni femminili, ansiolitici, antidepressivi, antistaminici e oppioidi.

Un nuovo studio segnala invece un possibile effetto protettivo di un altro farmaco comunemente impiegato contro l’ipercolesterolemia: le statine.

Lo studio

Un team di ricercatori del Centro di Microbiologia – VIB, di Leuven in Belgio ha pubblicato sulla rivista Nature una ricerca da cui emerge un possibile effetto protettivo delle statine, farmaci anticolesterolo, nei confronti della disbiosi in un gruppo di soggetti obesi.

I ricercatori hanno basato il loro studio sulla ricerca nelle feci di Bacteroides 2 (Bact2) un enterotipo (configurazione del microbiota intestinale), che in studi precedenti è risultato associato con infiammazione sistemica.

I ricercatori hanno identificato quattro enterotipi distinti a seconda dell’abbondanza di particolari specie microbiche (Bacteroides 1, Bacteroides 2, Prevotella e Ruminococcaceae). Bacteroides 2 è caratterizzato da un’alta percentuale di Bacteroides e da una bassa percentuale di Faecalibacterium e basse densità cellulari microbiche, la sua prevalenza varia dal 13% nella popolazione generale fino al 78% nei pazienti con malattia infiammatoria intestinale.

I ricercatori hanno esaminato le variazioni del microbiota intestinale in una popolazione di 888 soggetti obesi della coorte dello studio europeo MetaCardis Body Mass Index Spectrum.

È emerso che la prevalenza di Bact2 è correlata con l’indice di massa corporea, infatti è presente nel 3,90% nei partecipanti allo studio magri e nel 17,73% dei soggetti obesi.

L’osservazione che ha sorpreso i ricercatori è stata che l’enterotipo di Bacteroides 2 era inferiore alle aspettative (5,88%) negli individui con obesità che assumevano statine. Questo risultato ottenuto nel set di dati dello studio MetaCardis (n = 282) è stato validato nella coorte di popolazione indipendente Flemish Gut Flora Project (n = 2.345).

Conclusioni

I ricercatori avvertono che questi risultati non possono confermare se la diminuzione dell’enterotipo di Bacteroides 2 sia direttamente causata dalle statine o possa essere spiegata da un altro fattore associato all’uso delle statine (ad esempio, potrebbe essere che coloro che assumono statine abbiano una dieta e uno stile di vita migliori).

Ci sono però le premesse per approfondire con ulteriori ricerche se le statine, nei soggetti con obesità possano avere anche un effetto protettivo nei confronti della disbiosi intestinale.

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Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.