Cuore in salute con la dieta di Avicenna

La prevenzione basata sulla dieta è un concetto radicato nella storia della medicina, a tutte le latitudini. Le medicine tradizionali di tutti i continenti conoscono le proprietà salutari e potenzialmente nocive degli alimenti in relazione al benessere generale dell’organismo e dei singoli organi.

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Teheran, in un articolo da poco pubblicato sull’European Hearth Journal, propone uno schema di alimentazione per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, ricavato dagli scritti del celebre medico, matematico e filosofo persiano Ibn Sinā, conosciuto in occidente con il nome latino di Avicenna, vissuto tra il 980 e il 1037.

Nel suo famoso “Canone della Medicina” Avicenna analizza le funzioni del cuore, al quale attribuisce importanza oltre che per la circolazione sanguigna anche per il buon funzionamento di altri organi, in particolare il cervello e il fegato. In altri scritti Avicenna descrive vari tipi di disfunzioni e patologie cardiache e più di ottanta terapie.

Per difendere la salute del cuore Avicenna consiglia il consumo alcuni alimenti e ne limita altri con uno schema per diversi aspetti paragonabile alla dieta mediterranea, privilegiando il consumo di frutta e verdura, noci, legumi, cereali integrali e olio d’oliva.

All’interno di queste categorie si pone l’accento su alcuni frutti, come mele, pere, mele cotogne e anche gelsi bianchi, mentre i fagioli rossi nel gruppo dei legumi non sono raccomandati.

È limitato il consumo di carne rossa, soprattutto bovina, mentre si consiglia l’agnello. Consigliata anche il consumo di pesce, in quantità moderata.

Da Naghizadeh et al. EHJ, 2020, mod.

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Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.