Tumori della pelle, la nutrizione può favorire la risposta all’immunoterapia

L’alimentazione corretta può avere un ruolo nella risposta alla terapia dei pazienti con tumore cutaneo o malattie della pelle? Il tema è stato affrontato nella tappa in Emilia Romagna del progetto “Immunoterapia e Nutrizione”, a cui hanno partecipato specialisti dell’Istituto Oncologico Romagnolo.

Le differenze nel microbiota intestinale possono influenzare la risposta all’immunoterapia con farmaci anti-PD1 nel trattamento oncologico dei tumori cutanei avanzati come il melanoma e del carcinoma spinocellulare. Lo ha sottolineato Patrizia Serra, coordinatrice del progetto NUTRO IRST, che ha ricordato il ruolo fondamentale del microbiota nella stimolazione e modulazione del sistema immunitario e nel mantenimento di una mucosa intestinale sana, contro lo stato infiammatorio proprio di alcune patologie cutanee.

Alterazioni nella composizione del microbiota intestinale nei pazienti sono emerse anche tra le patologie infiammatorie cutanee, come la dermatite atopica, conferma Giuseppe Benati, Direttore della Geriatria di Forlì e responsabile della rete di dietetica e nutrizione clinica AUSL Romagna. Per avere un sistema immunitario forte e garantire la salute del microbiota intestinale è fondamentale uno stile di vita sano che includa anche una dieta equilibrata e varia, caratterizzata dal consumo giornaliero di frutta e verdura, cereali integrali, legumi, proteine di origine vegetale e animale.

Un approccio multidisciplinare e centrato sul paziente

Gli esperti concordano sull’efficacia di un approccio centrato sul paziente e multidisciplinare. A sottolinearne l’importanza è  Ignazio Stanganelli, direttore della Skin Cancer Unit presso l’IRCCS IRST Istituto Tumori Romagna e professore associato dell’Università di Parma: “Il ruolo del dermatologo, esperto nella diagnosi e cura delle malattie della pelle, contribuisce all’identificazione di un percorso diagnostico-terapeutico adeguato che conduca al più presto il paziente presso il Centro di Riferimento, assicurando la collaborazione tra il medico di medicina generale, il dermatologo territoriale e il paziente stesso”.

“Il valore dell’approccio multidisciplinare, per il paziente con carcinoma a cellule squamose, e per quello con dermatite atopica, risiede soprattutto nella governance dei percorsi che dovrà essere anche garantita all’interno del Centro di Riferimento – sottolinea Davide Melandri, direttore U.O. Centro Grandi Ustionati/Dermatologia Cesena e Forlì e Banca della Cute Regione Emilia Romagna  – Per entrambe le tipologie di pazienti sarà necessario tenere in conto una valutazione epidemiologica atta a quantificare la popolazione di pazienti afferenti e i relativi cambiamenti di stato, dove i Registri Tumori sono parte integrante di questo monitoraggio continuo”.

“Anche l’alleanza terapeutica con il paziente è cruciale affinché quest’ultimo si senta coinvolto in un dialogo con il medico e le istituzioni – dichiara Antonio Gaudioso, Segretario Generale di Cittadinanzattiva – Questo permette di individuare cure più appropriate, migliorare la qualità della vita, sfruttare al meglio le risorse del SSN oltre che di integrare non solo le competenze del team multidisciplinare composto da esperti che si occupano della presa in carico del paziente, ma anche i livelli di cura”.

Ultimo aggiornamento il 5 Aprile 2021 di: Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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