Cinque regole per convincere i pazienti a seguire una dieta sana

Convincere un paziente a modificare il proprio stile di vita, per combattere sedentarietà ed errori alimentari è sicuramente il primo obiettivo della prevenzione primaria, per abbassare il rischio di eventi cardiovascolari, diabete di tipo 2 e altre condizioni invalidanti, ma è fondamentale anche nella prevenzione secondaria, per evitare complicanze nei pazienti che devono convivere con malattie croniche.

Tuttavia, riuscire a modificare le abitudini dei pazienti, specialmente a tavola, non è facile. Al di là delle raccomandazioni, il medico non ha strumenti specifici che lo supportino e si trova spesso di fronte a insuccessi.

Un recente editoriale curato dall’American College of Cardiology e firmato da Amit Khera e Susan G. Rodder dei dipartimenti di prevenzione cardiologica e nutrizione clinica del Southwestern Medical Center, Università del Texas, Dallas (Usa) hanno identificato cinque regole di base per convincere i pazienti a migliorare la propria dieta.

1. Spiegare bene al paziente gli obiettivi e gli effetti attesi dell’intervento sulla dieta che si raccomanda.

In tema di dieta circolano molte informazioni spesso contraddittorie. Ad esempio sono molto popolari diete per perdere peso che sostituiscono i carboidrati con proteine di origine animale. Una strategia che può essere efficace per dimagrire rapidamente, ma certamente non è salutare per il cuore.

Il medico deve chiedere al paziente quali sono i suoi obiettivi e indicare il modo migliore per raggiungerli.

2. Prima di dare consigli sulla dieta il medico deve informarsi sulle condizioni di vita del paziente.

Per fare un programma efficace di modificazione delle abitudini alimentari il medico deve conoscere le condizioni socioeconomiche del paziente, ad esempio la sua capacità di spesa, e il contesto in cui vive. Un piano dietetico per una persona spesso in viaggio per lavoro non sarà uguale a quello di una persona che cena tutte le sere in famiglia.

3. Occorre un lavoro di squadra tra operatori sanitari e con il paziente.

Il medico deve rafforzare nel paziente la fiducia nei consigli del dietologo e i sanitari devono dare al paziente stesso fiducia nelle sue capacità di riuscire a raggiunger gli obiettivi della dieta.

4. Il medico deve informare il paziente sulle ultime linee guida internazionali e chiedere il suo parere.

Il medico deve chiarire perché per la prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari è raccomandata una dieta mediterranea a base vegetale, che privilegia verdure, frutta, legumi, noci, cereali integrali e pesce e la sostituzione di grassi saturi con grassi monoinsaturi e polinsaturi. Il medico deve sapere rispondere ai dubbi del paziente su temi come la quantità di sodio raccomandata, il consumo di uova, i cibi più ricchi di colesterolo, ecc.

5. Allenare il paziente a cambiare il proprio comportamento in modo stabile, stabilendo obiettivi raggiungibili.

In sostanza si tratta di fornire al paziente un programma che gli consente di raggiungere gradualmente alcuni obiettivi, impegnandolo in una azione costante e rafforzando la sua fiducia nella possibilità di raggiungere cambiamenti reali. Lo schema è il seguente:

  1. Stabilire obiettivi dietetici per i pazienti;
  2. Incoraggiare i pazienti a stabilire e seguire una lista di controllo degli obiettivi raggiungibili (specifica, misurabile, realistica, limitata nel tempo);
  3. Incoraggiare  il monitoraggio personale del paziente (ad esempio, l’uso del contapassi e di altre tecnologie per tenere traccia dei progressi e incoraggiare la motivazione);
  4. Utilizzare colloqui motivazionali per incoraggiare il paziente e rafforzare l’impegno a modificare la dieta.

 

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Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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