Istituto Europeo di Oncologia quale futuro per la chirurgia robotica

Un’équipe dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano ha condotto un interessante lavoro con l’obiettivo di mettere a confronto due diverse tecniche chirurgiche in pazienti affetti da carcinoma del colon. Il dottor Marco Marino e coll., della Divisione di Chirurgia Addomino-pelvica dell’istituto milanese hanno avviato dal 2011, uno studio prospettico randomizzato per confrontare i risultati a breve termine tra gli interventi di resezione anteriore del retto per tumore condotti per via laparoscopica e per via robotica. Lo scopo era evidenziare differenze nell’outcome di questi pazienti e, in particolare variazione del controllo oncologico della neoplasia.

Novantotto pazienti sono stati esaminati, divisi equamente tra i due gruppi che lo studio ha messo a confronto in termini di: decorso postoperatorio, durata dell’intervento, perdita ematica, durata dell’ileo post-operatorio, tasso di conversione in chirurgia open, qualità del pezzo anatomico e comparsa di disfunzione sessuale e urinaria. Nel complesso i dati ottenuti mostrano come la chirurgia robotica sia associata a una più precoce ripresa della persistalsi intestinale, a una migliore qualità del mesoretto con ottimi criteri di radicalità oncologica sebbene la durata degli interventi sia maggiore. Nell’ambito delle disfunzioni sessuali e genito-urinarie post-procedura sembra che queste siano transitorie e comunque minori ricorrendo alla tecnica robotica rispetto alla chirurgia laparoscopica.

In conclusione, gli Autori sottolineano come la chirurgia robotica possa aprire nuovi scenari, non solo per gli interventi al colon, ma più in generale in tutto l’ambito delle discipline chirurgiche.